“Dorotea Black stasera è in città!”
“Chi?”
Quasi mi scappa dalle mani la pinta di Guinnes. “Non la conosci?”
“Ehm, no”.
“È la più brava… e stupenda attrice di teatro d’America”.
“Non guardo il teatro ma…”
“Non si *guarda* il teatro, si va al teatro” preciso verso Alex.
“Pignolo. Ad ogni modo… Conosco di più le attrici di cinema”
“Va bene, ma Dorotea Black è migliore di tutte loro, e francamente più bella. Ha un fascino… strano, ma terribilmente intrigante. Un carisma tutto suo”.
“Quando si mette l’aggettivo *strano* o la specificazione *tutto suo* davanti alla bellezza, comincio ad avere qualche dub-“
Si ferma quasi strozzandosi, quando gli mostro l’immagine dell’attrice dal telefono.
“Ok, è stupenda. Dovrebbe fare del cinema”
Scuoto la testa “Nah, gliel’hanno chiesto, ovvio, ma ha rifiutato sempre”
“Perché?”
“Dice che adora il contatto dal vico con il pubblico, l’atmosfera del teatro… gli errori che portano all’improvvisazione… lo sguardo del pubblico quando si perde nel momento. E tutte queste cose non ci sono al teatro”
“Quanto resta in città?”
Fermo a metà il sorso di birra, ho già fretta: “Solo.Oggi. È in tour ma già la seconda tappa è settimana prossima e sarà a 1000 chilometri da qui”.
“Strano, non dovrebbe fare più spettacoli nella stessa città?”
“La sua compagnia ha sempre fatto così: un solo spettacolo, poi via, niente repliche fisse. Comunque, andiamo?”
Alex si morde appena il labbro e piega la fronte ” Non posso. A parte che non ho i biglie-“
“Ne ho già due io. Non hanno dato largo anticipo ma lo sapevo già”
“Oh cavoli, mi spiace ma, stasera proprio non posso davvero. Mi piacerebbe ma ho già promesso a Sandra da tempo di andare dai suoi, sai che abbiamo figliato da poco”.
Quando usa la scusa del marmocchio so già che non sarà possibile cambiare idea.
“Mi spiace per il biglietto, ma prova a chiedere a Sarah o David”.
“Sono andati in vacanza insieme, praticamente siamo gli unici a restare in città ad Agosto”.
Lui finisce la birra “Prova a fare qualche telefonata che magari qualcuno trovi” Si alza lasciando la banconota sul tavolo e dandomi un colpo sulla spalla. “E fatti fare l’autografo!”
“Stai sicuro!”
“Va bene, ci vediamo domenica prossima per grigliare?”
“Ma certo”.
—
Sono andato da solo ma chissenefrega. Anzi,meglio così, me lo sono goduto anche di più. A volte abbiamo paura di andare al cinema o a teatro da soli, quando la cosa migliore è dedicarsi alla scena da soli. Lo spettacolo è stato incredibile: Dorotea recitava la parte di un fantasma che, in una sorta di metateatro, recitava con gli attori. Ha saputo essere innaturalmente dolce e straordinariamente inquietante allo stesso tempo e, per un secondo, mi è parso mi guardasse negli occhi. Il suo sguardo, per un attimo, sembrava dedicarsi solo a me. Ovviamente, il mio era sicuramente solo per lei.
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